sabato 5 maggio 2018

L'anima castello interiore

Santa Teresa d'Avila si rende conto che non esistono parole adatte a spiegare le meravigliose opere di Dio nell'anima, così per dare un insegnamento spirituale alle sue figlie, si serve di immagini: l'anima-castello, il baco da seta, la bianca farfalla... Spiega che la nostra anima è come un bellissimo castello, che assomiglia ad un tersissimo diamante dalle mille sfacettature.



Dice santa Teresa:
"Il nostro intelletto, per acuto che sia, non arriverà mai a comprenderla,
come non potrà mai comprendere Iddio, alla cui immagine e somiglianza
noi siamo stati creati. Se ciò è vero - e non se ne può dubitare - è
inutile che ci stanchiamo nel voler comprendere la bellezza del castello.
Tuttavia, per avere un'idea della sua eccellenza e dignità, basta pensare
che Dio dice di averlo fatto a sua immagine, benché tra il castello e Dio
vi sia sempre la differenza di Creatore e creatura, essendo anche l'anima
una creatura."


Nel cuore del castello c'è DIO.
Più il nostro castello diamantato,
o anima, è terso più vi traspare DIO.
Questo castello ha molte stanze,
ve ne sono a milioni.



Dice santa Teresa:
"Ma siccome il demonio è maligno, deve aver appostato in ogni stanza legioni di suoi pari, per impedire che passino da una mansione all'altra, e cosi le poverette, che ne sono ignare, si trovano impigliate in mille lacci: ciò non avviene tanto facilmente a quelle che sono più vicine all'appartamento reale."


C'è un universo fuori e uno dentro di te

Dice santa Teresa:
"Del resto, se ci pensiamo bene, che cos'è l'anima del giusto: un paradiso, dove il Signore dice di prendere le sue delizie? E allora come sarà la stanza in cui si diletta un Re così potente, così saggio, così puro, così pieno di ricchezze? No, non vi è nulla che possa paragonarsi alla grande bellezza di un'anima e alla sua immensa capacità!"



Gli abitanti del castello
Gli abitanti del castello, i castellani, sono:
la nostra intelligenza, memoria, volontà e i nostri sensi.
Mille..... sono i "personaggi" che lo visitano:
tentazioni, attaccamenti, vizi, diavoletti che
suscitano all'anima pensieri e desideri
contrari alla parola di Gesù.
Questi "personaggi" ci fanno vivere in periferia
o fuori del castello, ci rendono frivoli e superficiali,
ed infine fanno di tutto per non farci entrare
all'interno, a conoscere il nostro gran RE .

Quasi tutti noi viviamo all'esterno del castello,
 o nelle stanze potremmo dire della servitù.



Santa Teresa fa un paragone dicendo così: "Le nostre facoltà, uscite dal castello per andarsene con estranei, riconoscendosi poi in colpa, si ravvicinarono al castello senza però rientrarvi. Il gran Re, che abita nel centro del Castello, si degna nella sua grande misericordia di richiamarle a sé, a guisa di buon pastore, con un fischio tanto soave che quasi esse stesse non l'intendono, fa che conoscano la sua voce e che non vadano tanto perdute ma tornino alla loro mansione.

Questo fischio del pastore ha su loro tanta forza che, abbandonando le cose esteriori in cui stavano distratte, rientrano nel castello.
Mi sembra di non aver mai spiegato questo pensiero così bene come ora".



La porta del castello
La porta del castello è l'orazione o preghiera.
La preghiera è mettersi alla presenza di Dio
 e parlare con Lui, è la chiave che apre 
il cuore di Dio.
C'è la preghiera orale fatta a voce.
La meditativa in cui si riflette su tutto ciò che riguarda Dio.
La contemplativa in cui si ammirano, i misteri della fede, 
di DIO, che amiamo, senza usare tanti ragionamenti 
ma con un semplice "sguardo".

Gesù bussa alla porta del tuo cuore,
per aiutarti a purificare il tuo castello,
e così vedere DIO, ricordi?
"I puri di cuore vedranno DIO"
Povero castello
Fuori di esso ci sono coloro
che sono paralizzati nel peccato
ma Gesù non ci abbandona.


Gesù lo sposo
Gesù è lo sposo dell'anima
a cui fa scoprire il Padre,
la rende degna sposa
arricchendola con i doni o gioielli
dati dallo Spirito Santo, che
portano a perfezione le virtù.

Le tre virtù divine o teologali: 
 fede, speranza, carità.
La fede è rapportata all' intelligenza.
La speranza è rapportata alla memoria e
all'immaginazione.
La carità è rapportata alla volontà.

sabato 24 marzo 2018

Cammino di perfezione:primo capitolo

Cammino di perfezione, composto da Teresa di Gesù, religiosa dell’Ordine di nostra Signora del Carmelo. È indirizzato alle monache scalze di nostra Signora del Carmelo della Regola primitiva.

JHS
Questo libro contiene gli avvisi e i consigli che Teresa di Gesù dà alle consorelle religiose, sue figlie spirituali, dei monasteri da lei fondati secondo la Regola primitiva di nostra Signora del Carmelo...

Motivo che m’indusse a fondare questo monastero con una Regola tanto severa.

1. All’inizio della fondazione di questo monastero (per le ragioni esposte nel libro che ho detto d’aver scritto, dove ho anche parlato di alcune straordinarie grazie con le quali il Signore mi fece conoscere che in questa casa doveva essere servito con molta generosità) non era mia intenzione che ci fosse tanto rigore nella forma esterna della Regola, né che il monastero mancasse di rendita, anzi, avrei voluto che ci fosse stata la possibilità di non farvi mancare nulla; insomma, ero debole e dappoco, quantunque fossi animata da buone intenzioni e non pensassi certo alla mia comodità.
2. in questo tempo mi giunse notizia dei danni e delle stragi che avevano fatto in Francia i luterani e di quanto andasse aumentando questa malaugurata setta. Ne provai gran dolore e, come se io potessi o fossi qualcosa, piangevo con il Signore e lo supplicavo di porre rimedio a tanto male. Mi sembrava che avrei dato mille volte la vita per salvare una fra le molte anime che là si perdevano. Ma, vedendomi donna e dappoco, nonché incapace a essere utile in ciò che avrei voluto a servizio del Signore, poiché tutta la mia ansia era, come lo è tuttora, che avendo egli tanti nemici e così pochi amici, decisi di fare quel poco che dipendeva da me. Decisi cioè di seguire i precetti evangelici con tutta la perfezione possibile e di adoperarmi perché queste religiose che son qui facessero lo stesso. Fiduciosa nella grande bontà di Dio, che aiuta sempre chi decide di lasciar tutto per amor suo, pensai che, essendo tali le mie consorelle come io le avevo immaginate nei miei desideri, le loro virtù avrebbero compensato i miei difetti e così io avrei potuto contentare in qualche cosa il Signore; infine pensavo che, tutte dedite alla preghiera per i difensori della Chiesa, per i predicatori e per i teologi che la sostengono, avremmo aiutato come meglio si poteva questo mio Signore, così perseguitato da coloro che ha tanto beneficato, da sembrare che questi traditori lo vogliano crocifiggere di nuovo e che egli non abbia dove posare il capo.
3. Oh, mio Redentore, il mio cuore non può giungere a tanto, senza sentirsi spezzare dalla pena! Che cos’è oggi questo atteggiamento dei cristiani? Possibile che a perseguitarvi siano sempre coloro che più vi devono? Coloro ai quali concedete le vostre migliori grazie, che scegliete per vostri amici, fra i quali vivete e ai quali vi comunicate con i sacramenti? Non sono essi sazi dei tormenti che avete patito per loro?
4. Certamente, Signor mio, non fa proprio nulla chi oggi abbandona il mondo; poiché esso è così poco fedele a voi, cosa possiamo sperare noi? Forse che meritiamo maggior fedeltà di quanta ne ha mostrato a voi? Forse che lo abbiamo gratificato con maggiori benefici, perché ci debba serbare amicizia? Dunque? Che cosa ci possiamo aspettare noi che per bontà del Signore siamo esenti da quel contagio pestilenziale, mentre coloro che vi si trovano son già preda del demonio? 
Un bel castigo si son guadagnati con le loro mani e un buon profitto di fuoco eterno hanno tratto dai loro piaceri! Se la vedano loro, anche se continua a spezzarmi il cuore vedere che tante anime si perdono. Del male ch’è stato non mi affliggo tanto, ma vorrei che non si perdesse ogni giorno un maggior numero di anime...

Novena a San Giuseppe


Promessa dei primi
nove mercoledì del mese
di San Giuseppe •
La Madonna in una Apparizione ha rivelato la promessa dei "Primi Nove Mercoledì del mese di San Giuseppe":

"Gesù e Io veniamo oggi accompagnati da San Giuseppe, perché vogliamo che ciascuno di voi abbia un profondo amore e una devozione ardente per il suo Cuore Castissimo.
Coloro che chiedono le benedizioni di Dio per l’intercessione del Cuore Castissimo di San Giuseppe
riceveranno da Me e dal Mio Figlio Gesù tutte le grazie. Ringraziamo San Giuseppe per tutto quello che ha fatto per Me e per il mio Figlio Gesù, per noi due.
Gesù e Io desideriamo che accanto alla devozione dei nostri Sacri Cuori uniti ci sia anche la devozione al Cuore Castissimo di San Giuseppe e tutti i miei figli del mondo intero onorino con preghiere e orazioni speciali i primi nove mercoledì del mese.
Tutti coloro che si confessano e ricevono la santa comunione nei primi mercoledì del mese
recitando i 7 dolori e le 7 gioie del Mio Sposo Castissimo San Giuseppe riceveranno le grazie
necessarie per la salvezza nell’ora della loro morte."


Sette dolori e gioie di San Giuseppe

La grande promessa di San Giuseppe
Fra Giovanni da Fano (1469-1539), uno dei promotori della riforma che diede origine al nuovo ramo francescano dei Cappuccini, scrive di aver appreso da un frate Minore dell'Osservanza degno di fede, come San Giuseppe, dopo aver salvato da sicura morte per naufragio due frati del detto ordine, disse loro:
" Io sono San Giuseppe, degnissimo Sposo della beatissima Madre di Dio, al quale tanto vi siete raccomandati [...] Qualunque persona dirà ogni giorno, tutto un anno, sette Padre Nostro e sette Ave Maria a riverenza dei sette dolori che io ebbi nel mondo, otterrà da Dio ogni grazia, purché sia giusta (ossia conveniente)".
Nota: è importante leggere i brani evangelici corrispondenti
I sette dolori di San Giuseppe (schema 'breve')
1. Giuseppe santo, per il per il dolore e la gioia che provasti in occasione della maternità di Maria Vergine. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
2. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della nascita di Gesù Bambino. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
3. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasioni della circoncisione di Gesù Bambino. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
4. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della profezia di Simeone. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
5. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della fuga in Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
6. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dei ritorno dall'Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.
7. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dello smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio. Assistimi paternamente in vita e in morte.
Padre Nostro, Ave Maria.








venerdì 23 marzo 2018

Marzo mese dedicato a San Giuseppe e il Sacro Manto

"Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada”, sosteneva S. Teresa d’Avila.
“Io presi per mio avvocato e patrono il glorioso San Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore.
Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi, in cui era in gioco il mio onore e la salute dell’Anima.
Ho visto che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare...”
• cap. VI dell’Autobiografia•


Cos'è il Sacro Manto

Il Sacro Manto è un particolare omaggio reso a san Giuseppe, per onorare la sua persona e per meritare il suo patrocinio.
Tradizionalmente il Sacro Manto si recita interamente ogni giorno per trenta giorni consecutivi (tipica è la recita nel mese di marzo, dedicato al Santo), in memoria dei trent'anni vissuti da san Giuseppe in compagnia di Gesù Cristo, Figlio di Dio e suo figlio putativo.

Le grazie

Sono senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a san Giuseppe. «Chi vuol credere, faccia la prova, affinché si persuada», disse e lasciò scritto nelle sue memorie santa Teresa di Gesù. Per propiziarci più facilmente l'aiuto di san Giuseppe, è bene accompagnare il Sacro Manto con la promessa di un'offerta, di un'opera per il culto del Santo, un pio pensiero per le Anime del Purgatorio ed accostarsi ai Santi Sacramenti (Penitenza ed Eucaristia) in spirito di penitenza e di propiziazione.
Con la stessa premura con la quale noi asciughiamo le lacrime del povero che ha bisogno di aiuto, possiamo sperare che san Giuseppe asciugherà le nostre lacrime. Sarà cosi che il manto del suo patrocinio si stenderà pietoso sopra di noi e ci sarà di valida difesa contro tutti i pericoli, perché possiamo giungere tutti, con la grazia del Signore, al porto della salvezza eterna.
San Giuseppe ci sorrida propizio e ci benedica sempre. San Giuseppe, conforto dei tribolati, prega per noi!


Il Sacro Manto: preghiere

Inizio del Sacro Manto
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Gesù, Giuseppe e Maria,
vi dono il cuore e l'anima mia.
Gesù, Giuseppe e Maria,
assistetemi ora e nell'ultima agonia.
Gesù, Giuseppe e Maria,
fate che l'ultimo mio cibo sia la Santa Eucaristia.
Gesù, Giuseppe e Maria,
spiri in pace tra voi l'anima mia.
Ringraziamo la Santissima Trinità per aver esaltato san Giuseppe ad una dignità del tutto eccezionale:
Gloria al Padre (tre volte)
Sequenza allo Spirito Santo
Vieni Santo Spirito

Credo apostolico
Offerta
I. Eccomi, o gran Patriarca, prostrato devotamente innanzi a te. Ti presento questo Manto prezioso e nello stesso tempo ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti l'amore che ti porto. Aiutami, San Giuseppe! Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto assistimi nell'ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l'eternità.

II. O glorioso Patriarca San Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti presento con devozione i miei omaggi e incomincio a offrirti questa preziosa raccolta di preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona. In te ebbe compimento il sogno misterioso dell'antico Giuseppe, il quale fu una tua anticipata figura: non solamente, infatti, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi il Sole divino, ma ti rischiarò pure della sua dolce luce la mistica Luna, Maria. Glorioso Patriarca, se l'esempio di Giacobbe, che andò di persona a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell'Egitto, servì a trascinarvi anche i figli suoi, non varrà l'esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono di tutta la loro stima e di tutta la loro fiducia, a trarre me pure, per intessere in tuo onore questo manto prezioso? O gran Santo, fa' che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. E come l'antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa' che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, che vivono sereni sotto il manto del tuo patrocinio. Questo patrocinio io desidero averlo per ogni giorno della mia vita e nel momento del mio ultimo respiro.
Amen.
III. Salve o glorioso San Giuseppe, custode dei tesori incomparabili del Cielo e padre putativo di Colui che nutre tutte le creature. Dopo Maria Santissima Tu sei il Santo più degno del nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, Tu solo hai avuto l'onore di crescere, guidare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e re avevano desiderato di vedere. San Giuseppe, salva l'anima mia e ottienimi dalla Misericordia Divina la grazia che umilmente imploro [si ricorda la grazia che si desidera ottenere]. Ed anche per le Anime benedette del Purgatorio ottieni un grande sollievo nelle loro pene.
Gloria... (3 volte)
[oppure, secondo altre versioni: Padre Ave Gloria]
O San Giuseppe, difendi la Santa Chiesa da ogni avversità e stendi su ciascuno di noi il tuo patrocinio.
IV. Potente San Giuseppe, che sei stato dichiarato patrono universale della Chiesa, t'invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e dei poveri e benedico mille volte il tuo cuore, sempre pronto a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, caro San Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l'orfano, l'abbandonato, l'afflitto, ogni sorta di sventurati. Poiché non c'è dolore, angoscia o disgrazia che Tu non abbia pietosamente soccorso, degnati, per i doni che Dio ha messo nelle tue mani, di ottenermi la grazia che ti domando [si ricorda la grazia che si desidera ottenere]. E voi, anime sante del Purgatorio, supplicate San Giuseppe per me.
Gloria...(3 volte)
[oppure: Padre Ave Gloria; oppure:l'Eterno riposo... (tre volte), Gloria]
O San Giuseppe, difendi la Santa Chiesa da ogni avversità e stendi su ciascuno di noi il tuo patrocinio.
V. A tante migliaia di persone che ti hanno pregato prima di me hai donato conforto e pace, grazie e favori. La mia anima addolorata non trova riposo in mezzo alle pene che la tormentano. Tu o caro Santo, conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera, sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando [si ricorda la grazia che si desidera ottenere]. Per questo ti supplico sotto il grave peso che mi opprime. Nessun cuore umano potrebbe comprendere le mie pene; e se pure trovassi compassione presso qualche persona caritatevole, essa non mi potrebbe aiutare. A te, o San Giuseppe, ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché Santa Teresa ha detto e ha lasciato scritto nelle sue memorie: "Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa". O San Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà del mio dolore e porta verso la luce divina e la felicità le anime sante del Purgatorio, che tanto sperano dalle nostre preghiere.
Gloria...(3 volte)
[oppure, secondo altre versioni: Padre Ave Gloria)
O San Giuseppe, difendi la Santa Chiesa da ogni avversità e stendi su ciascuno di noi il tuo patrocinio.
VI. O eccelso Santo, sposo di Maria e padre putativo di Gesù,
per la tua perfettissima obbedienza a Dio,
abbi pietà di me.
Per la tua santa vita piena di meriti,
esaudiscimi.
Per il tuo carissimo nome,
aiutami.
Per il tuo clementissimo cuore,
soccorrimi.
Per le tue sante lacrime,
confortami.
Per i tuoi dolori,
abbi compassione di me.
Per le tue allegrezze,
consola il mio cuore.
Da ogni male dell'anima e del corpo,
liberami.
Da ogni pericolo e disgrazia,
preservami.
Con la tua santa protezione,
assistimi.
Quello che mi è necessario,
procurami.
La grazia di cui ho particolare bisogno,
ottienimi.
O San Giuseppe, ascoltami.
O San Giuseppe, esaudiscimi.
O San Giuseppe, abbi pietà di me.
Gloria... (3 volte)
[oppure, secondo altre versioni: Padre Ave Gloria]
O San Giuseppe, difendi la Santa Chiesa da ogni avversità e stendi su ciascuno di noi il tuo patrocinio.
VII. O glorioso San Giuseppe innumerevoli sono le grazie e i favori che tu ottieni per i poveri afflitti. Ammalati di ogni genere, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, miseri bisognosi di pane o di aiuto, implorano la tua regale protezione e vengono esauditi nelle loro preghiere. Non permettere, carissimo San Giuseppe, che io sia il solo, fra tanti beneficati, a non essere esaudito. Mostrati potente e generoso anche verso di me, ed io, con gratitudine, esclamerò: "Viva in eterno il glorioso Patriarca San Giuseppe, mio grande protettore e particolare liberatore delle anime sante del Purgatorio!".
Gloria... (3 volte)
[oppure, secondo altre versioni: Padre Ave Gloria]
O San Giuseppe, difendi la Santa Chiesa da ogni avversità e stendi su ciascuno di noi il tuo patrocinio.
VIII. O eterno Padre, Dio,
per i meriti di Gesù e di Maria, degnati di accordarmi la grazia che imploro [si ricorda la grazia che si desidera ottenere]. A nome di Gesù e di Maria, mi prostro riverente alla Tua divina presenza e Ti prego devotamente di accettare la mia ferma decisione di perseverare nella schiera di coloro che vivono sotto il patrocinio di San Giuseppe. Benedici quindi il prezioso manto, che io oggi dedico a lui quale pegno della mia devozione.
Gloria...(3 volte)
[oppure, secondo altre versioni: Padre Ave Gloria]
IX. San Giuseppe carissimo, accetta questa mia supplica e disponi il mio spirito e la mia mente affinché sappiano accogliere con totale disponibilità la grazia [si ricorda la grazia che si desidera ottenere] che certamente mi giungerà per mano tua. Converti la mia vita, ti prego.
X. Ricordati, o purissimo sposo di Maria, o caro mio protettore San Giuseppe, che mai si udì aver alcuno invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto senza essere stato consolato. Con questa fiducia io mi rivolgo a te e a te fervorosamente mi raccomando. O San Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila.
Amen.
XI. Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fa' che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia. E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.
Amen.

venerdì 2 marzo 2018

Visione dell'inferno

❣•"Un giorno mentre ero in orazione; mi trovai tutt'a un tratto trasportata intera nell'inferno. Compresi che Dio mi voleva far vedere il luogo che i demoni mi avevano preparato, e che io mi ero meritato con i miei peccati.
Fu una visione che durò pochissimo, ma vivessi anche molti anni, mi sembra di non poterla più dimenticare. L'ingresso mi pareva un cunicolo molto lungo e stretto, simile a un forno assai basso, buio e angusto; il suolo tutto una melma puzzolente piena di rettili schifosi. In fondo, nel muro, c'era una cavità scavata a modo di nicchia, e in essa mi sentii rinchiudere strettamente. E quello che allora soffrii supera ogni umana immaginazione, né mi sembra possibile darne solo un'idea perché cose che non si sanno descrivere. Basti sapere che quanto ho detto, di fronte alla realtà sembra cosa piacevole. Sentivo nell'anima un fuoco che non so descrivere, mentre dolori intol­lerabili mi straziavano orrendamente il corpo. Nella mia vita ne ho sofferto moltissimi, dei più gravi che secondo i medici si possano subire sulla Terra, perché i miei nervi si erano rattrappiti sino a rendermi storpia, senza dire dei molti altri di diverso genere, causatimi in parte dal demonio. Tuttavia, non sono nemmeno da paragonarsi con quanto allora ho sofferto, specialmente al pensiero che quel tormento doveva essere senza fine e senza alcuna mitigazione.
Ma anche questo era un nulla innanzi all'agonia dell'Anima.
Era un'oppressione, un'angoscia, una tristezza così profonda, un così vivo e disperato dolore che non so come esprimermi. Dire che si soffrano continue agonie di morte è poco, perché almeno in morte pare che la vita ci venga strappata da altri, mentre qui è la stessa Anima che si fà in brani da sé. Fatto sta che non so trovare espressioni né per dire di quel fuoco interiore né per far capire la disperazione che metteva il colmo a così orribili tormenti. Non vedevo chi me li faceva soffrire, ma mi sentivo ardere e dilacerare, benché il supplizio peggiore fosse il fuoco e la disperazione interiore.
Era un luogo pestilenziale, nel quale non vi era più speranza di conforto, né spazio per sedersi o distendersi, rinserrata com'ero in quel buco praticato nella muraglia.
Orribili a vedersi, le pareti mi gravavano addosso, e mi pareva di soffocare. Non v'era luce, ma tenebre fittissime; eppure quanto poteva dar pena alla vista si vedeva ugualmente nonostante l'assenza della luce: cosa che non riuscivo a comprendere. Per allora Dio non volle mostrarmi di più, ma in un'altra visione vidi supplizi spaventosissimi, fra cui i castighi di alcuni vizi in particolare. A vederli parevano assai più terribili, ma non mi facevano tanta paura perché non li sperimentavo, mentre nella visione di cui parlo il Signore volle farmi sentire in ispirito quelle pene ed afflizioni, come se le soffrissi nel corpo [...].
 Sentir parlare dell'inferno è niente. Vero è che io l'ho meditato poche volte perché la via del timore non è fatta per me, ma è certo che quanto si medita sui tormenti dell'inferno, su quello che i demoni fanno patire, o che si legge nei libri, non ha nulla a che fare con la realtà, perché totalmente diversa, come un ritratto messo a confronto con l'oggetto ritrattato. Quasi neppure il nostro fuoco si può paragonare con quello di laggiù. Rimasi spaventatissima e lo sono tuttora mentre scrivo, benché siano già passati quasi sei anni, tanto da sentirmi agghiacciare dal terrore qui stesso dove sono. Mi accade intanto che quando sono afflitta da qualche contraddizione o infermità, basta che mi ricordi di quella visione perché mi sembrino subito da nulla persuadendomi che ce ne lamentiamo senza motivo. Questa fu una delle più grandi grazie che il Signore m'abbia fatto, perché mi ha giovato moltissimo non meno per non temere le contraddizioni e le pene della vita che per incoraggiarmi a sopportarle, ringraziando il Signore d'avermi liberata da mali così terribili ed eterni, come mi pare di dover credere."•


•Santa Teresa d'Avila•

giovedì 1 marzo 2018

Il Signore parla all'anima

        IL SIGNORE
         PARLA ALL' ANIMA
(Castello interiore 3, 11-16)

«C'è un modo in cui il Signore parla all'anima e a me sembra un segno sicurissimo della sua opera: è la visione intellettuale. Ha luogo così nell'intimo dell'anima e sembra di udire così chiaramente e al tempo stesso segretamente, con l'udito spirituale, pronunciare proprio dal Signore quelle parole, che lo stesso modo di intendere, insieme con ciò che la visione opera, rassicura e dà la certezza che il demonio non può intromettersi minimamente, I grandi effetti che lascia sono, appunto, motivo di crederlo; se non altro c'è la sicurezza che non procede dall'immaginazione, sicurezza che con un po' di avvertenza si può sempre avere per le seguenti ragioni. La prima perché c'è una evidente differenza circa la chiarezza del linguaggio: nelle parole di Dio essa è tale che ci si rende conto anche di una sola sillaba mancante e si ha il ricordo preciso del diverso modo in cui tale parole ci sono state dette. La seconda, perché spesso non si pensava nemmeno a ciò a cui le parole si riferiscono - intendo dire che vengono all'improvviso, a volte anche mentre si sta in conversazione - e spesso riguardano cose mai pensate né credute possibili. La terza, perché nelle parole di Dio l'anima è come una persona che ode, mentre in quelle dell'immaginazione è come una persona che va componendo a poco a poco ciò che ella stessa desidera udire. La quarta, perché le parole sono assai diverse, e una sola di quelle divine fa capire molto più di quello che il nostro intelletto non potrebbe mettere insieme in così breve spazio di tempo. La quinta, perché insieme con le parole, spesso, in un modo che io non saprei spiegare, si comprende assai più di quello che significano, benché senza suoni».

Santa Teresa d 'Avila